Cartella sanitaria e di rischio: cos’è e chi deve conservarla

La cartella sanitaria e di rischio è uno dei documenti più importanti nell’ambito della medicina del lavoro e della sicurezza sul lavoro. Si tratta di un documento obbligatorio previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro e gestito dal medico competente, che raccoglie nel tempo i dati relativi alle visite mediche, agli accertamenti sanitari, ai rischi professionali e ai giudizi di idoneità alla mansione.

Capire cos’è la cartella sanitaria e di rischio, cosa contiene, chi la deve conservare e per quanto tempo è fondamentale sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori, perché riguarda la tutela della salute, la responsabilità aziendale e la corretta gestione della sorveglianza sanitaria. 

In questo articolo vediamo in modo chiaro come funziona, cosa prevede la normativa e quali sono gli obblighi per azienda, medico competente e lavoratore.

In questo articolo parleremo di:

Cos’è la cartella sanitaria e di rischio e cosa contiene

La cartella sanitaria e di rischio è un documento sanitario individuale che viene istituito dal medico competente per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. All’interno della cartella vengono registrate tutte le informazioni relative alla salute del lavoratore in relazione ai rischi presenti nell’ambiente di lavoro e alla mansione svolta. È un documento che collega lo stato di salute del lavoratore ai rischi professionali a cui è esposto.

La cartella sanitaria e di rischio viene aperta quando il lavoratore è sottoposto a visita medica preventiva o alla prima visita di sorveglianza sanitaria e viene aggiornata nel tempo con tutte le visite successive, gli esami, i giudizi di idoneità e le eventuali limitazioni alla mansione. 

Questo documento permette al medico competente di avere una visione completa della storia sanitaria del lavoratore in relazione al lavoro svolto, e serve a monitorare nel tempo eventuali effetti dell’attività lavorativa sulla salute.

All’interno della cartella sanitaria e di rischio vengono generalmente inseriti:

  • dati anagrafici del lavoratore
  • mansione svolta
  • rischi professionali a cui è esposto
  • visite mediche effettuate
  • esami clinici e strumentali
  • giudizi di idoneità alla mansione
  • eventuali limitazioni o prescrizioni
  • infortuni o malattie professionali
  • aggiornamenti nel tempo della sorveglianza sanitaria

Questo documento ha quindi una funzione fondamentale: tutelare la salute del lavoratore e dimostrare che l’azienda ha effettuato correttamente la sorveglianza sanitaria prevista dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.

medico compila cartella sanitaria

Normativa sulla cartella sanitaria e di rischio

La cartella sanitaria e di rischio è prevista dal D.Lgs. 81/2008, in particolare dall’articolo 25, che stabilisce gli obblighi del medico competente, e dall’articolo 41 relativo alla sorveglianza sanitaria. 

La normativa prevede che il medico competente istituisca, aggiorni e custodisca per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria una cartella sanitaria e di rischio, contenente i dati sanitari e i rischi professionali a cui il lavoratore è esposto. 

La cartella deve essere conservata con salvaguardia del segreto professionale e nel rispetto della normativa sulla privacy. Alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria deve essere consegnata al lavoratore, mentre l’originale viene conservato dal medico competente per il periodo previsto dalla legge.

Chi deve istituire la cartella sanitaria e di rischio

La cartella sanitaria e di rischio è prevista dall’articolo 25 del D.Lgs. 81/2008, che stabilisce gli obblighi del medico competente, e dall’articolo 41 relativo alla sorveglianza sanitaria. 

La normativa prevede che il medico competente istituisca, aggiorni e custodisca per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria una cartella sanitaria e di rischio, contenente i dati sanitari e i rischi professionali a cui il lavoratore è esposto. 

La cartella deve essere conservata con salvaguardia del segreto professionale e nel rispetto della normativa sulla privacy. Alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria deve essere consegnata al lavoratore, mentre l’originale viene conservato dal medico competente per il periodo previsto dalla legge.

La cartella sanitaria deve essere aperta per tutti i lavoratori che sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, ad esempio lavoratori esposti a:

  • rumore
  • vibrazioni
  • sostanze chimiche
  • movimentazione manuale dei carichi
  • videoterminali per molte ore
  • agenti biologici
  • lavori in quota
  • mansioni a rischio
  • guida mezzi
  • lavori usuranti

Non tutti i lavoratori hanno quindi la cartella sanitaria, ma solo quelli per cui la normativa prevede la sorveglianza sanitaria in base ai rischi presenti nel lavoro. Questo dipende dalla valutazione dei rischi aziendale (DVR), che stabilisce quali lavoratori devono essere sottoposti a visita medica e quindi avere la cartella sanitaria e di rischio.

La responsabilità della corretta istituzione della cartella è quindi condivisa tra:

  • datore di lavoro (nomina medico competente e attiva sorveglianza sanitaria)
  • medico competente (istituisce e aggiorna la cartella)
  • lavoratore (si sottopone alle visite mediche)

 

Chi deve conservare la cartella sanitaria e di rischio

Uno degli aspetti più importanti riguarda la conservazione della cartella sanitaria e di rischio, perché spesso si pensa che debba conservarla l’azienda, ma in realtà la normativa prevede che sia il medico competente a custodirla.

La cartella sanitaria e di rischio deve essere conservata dal medico competente in formato cartaceo o digitale, garantendo la riservatezza dei dati sanitari e il rispetto della privacy. Il datore di lavoro non può avere accesso ai dati sanitari contenuti nella cartella, ma può ricevere solo il giudizio di idoneità alla mansione.

Alla cessazione del rapporto di lavoro, la cartella sanitaria deve essere consegnata al lavoratore in copia, mentre l’originale viene conservato dal medico competente per il periodo previsto dalla legge. Questo è molto importante perché la cartella sanitaria può essere necessaria anche molti anni dopo, ad esempio in caso di malattia professionale o controlli sanitari successivi.

Per quanto tempo deve essere conservata la cartella sanitaria e di rischio

In generale, la cartella sanitaria deve essere conservata per almeno 10 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro, ma in alcuni casi la conservazione può essere molto più lunga, ad esempio quando il lavoratore è stato esposto a agenti chimici pericolosi, amianto, agenti cancerogeni o biologici. In queste situazioni la documentazione sanitaria deve essere conservata anche per 40 anni o più.

La conservazione nel tempo è importante perché la cartella sanitaria può servire:

  • per dimostrare l’esposizione a rischi lavorativi
  • per riconoscimento di malattie professionali
  • per controlli sanitari nel tempo
  • per verifiche degli organi di vigilanza
  • per responsabilità del datore di lavoro
  • per tutela del lavoratore

La cartella sanitaria e di rischio è quindi un documento molto importante anche nel lungo periodo e non solo durante il rapporto di lavoro.

In sintesi: cosa sapere sulla cartella sanitaria e di rischio

La cartella sanitaria e di rischio è un documento obbligatorio nella medicina del lavoro che contiene tutte le informazioni sanitarie del lavoratore in relazione ai rischi professionali e alla sorveglianza sanitaria. Viene istituita e aggiornata dal medico competente e serve a monitorare nel tempo la salute del lavoratore in relazione al lavoro svolto.

Le cose più importanti da ricordare sono:

  • la cartella sanitaria viene istituita dal medico competente
  • riguarda i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria
  • contiene visite mediche, esami, rischi e giudizi di idoneità
  • deve essere conservata dal medico competente
  • il datore di lavoro non può vedere i dati sanitari
  • alla fine del rapporto di lavoro viene consegnata al lavoratore
  • deve essere conservata per molti anni

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