Le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico sul lavoro: cause, rischi e prevenzione

Le malattie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico rappresentano oggi la principale causa di malattia professionale in Italia. Si tratta di patologie che interessano muscoli, tendini, articolazioni, ossa e nervi, e che si sviluppano lentamente come conseguenza del sovraccarico biomeccanico a cui il corpo è sottoposto durante l’attività lavorativa.

A differenza degli infortuni, questi disturbi non nascono da un evento improvviso, ma dall’accumulo nel tempo di gesti ripetuti, posture incongrue e sforzi fisici. Proprio per questo vengono spesso sottovalutati, almeno finché il dolore non arriva a compromettere la capacità di lavorare.

Sul tema è tornata di recente anche l’INAIL, con una monografia dedicata agli esoscheletri occupazionali come strumento emergente di prevenzione. Un’occasione utile per fare il punto su cosa sono queste malattie, quali lavoratori colpiscono di più e quali strumenti hanno oggi le aziende per proteggere la salute del proprio personale.

In questo articolo parliamo di:

Cosa sono le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico

Con l’espressione disturbi muscolo-scheletrici (DMS) si indica un ampio gruppo di patologie da sovraccarico biomeccanico, che colpiscono le strutture del corpo coinvolte nel movimento: soprattutto rachide, spalle e arti superiori, ma anche collo e arti inferiori.

Tra le forme più frequenti riconosciute in ambito lavorativo rientrano:

  • le lombalgie e le patologie della colonna vertebrale, come l’ernia del disco;
  • le tendinopatie della spalla, in particolare a carico della cuffia dei rotatori;
  • la sindrome del tunnel carpale e le patologie del polso e della mano;
  • l’epicondilite e altri disturbi a carico del gomito.

La caratteristica comune a queste patologie è l’insorgenza graduale: i sintomi, tipicamente dolore e limitazione dei movimenti, compaiono in modo progressivo e possono essere più difficili da collegare all’attività lavorativa rispetto a un infortunio. È un tema strettamente legato al più ampio riconoscimento delle malattie professionali e delle loro cause.

Le cause: il sovraccarico biomeccanico

Le malattie muscolo-scheletriche non dipendono da un unico fattore, ma dalla combinazione di più elementi che, ripetuti nel tempo, mettono sotto stress l’apparato locomotore. 

I principali fattori di rischio professionali sono:

  • la movimentazione manuale dei carichi, come sollevamento, trasporto e traino;
  • i movimenti ripetitivi degli arti superiori, tipici delle lavorazioni a ciclo breve;
  • le posture incongrue o mantenute a lungo, comprese quelle statiche;
  • l’applicazione di forza e le vibrazioni meccaniche, trasmesse alla mano-braccio o all’intero corpo.

A questi si aggiungono alcuni fattori individuali ed extra-professionali, come l’età, eventuali 

patologie pregresse o le attività svolte al di fuori del lavoro, che possono influire sulla comparsa e sull’evoluzione dei disturbi. Per questo la valutazione del rischio deve sempre considerare la persona nel suo insieme, e non solo la mansione.

malattie apparato muscolo-scheletrico: lavoratore su muletto

I settori e i lavoratori più esposti alle malattie muscolo scheletriche

Le malattie muscolo-scheletriche sono un rischio trasversale, presente in comparti molto diversi tra loro: dall’industria manifatturiera all’edilizia, dalla logistica e movimentazione merci all’agroalimentare, fino al settore sanitario e assistenziale, dove è frequente la movimentazione di persone.

L’ampiezza di questo rischio si riflette nei numeri: secondo i dati INAIL, oltre il 60% delle denunce di malattia professionale riguarda patologie di questo tipo, con un andamento in progressivo aumento. 

È un dato che rende le malattie muscolo-scheletriche la prima voce tra le patologie professionali riconosciute nel nostro Paese.

I dati mostrano inoltre come alcune patologie da sovraccarico degli arti superiori colpiscano in misura maggiore le lavoratrici, un elemento che conferma l’importanza di una valutazione del rischio attenta alle differenze tra le diverse mansioni e i diversi profili di esposizione.

Valutazione del rischio: perché serve un approccio su misura

Non esiste una soluzione unica valida per tutte le lavorazioni. 

Ogni mansione presenta una combinazione specifica di gesti, carichi e posture, e per questo il D.Lgs. 81/08 pone in capo al datore di lavoro l’obbligo di valutare il rischio da sovraccarico biomeccanico e di adottare le misure di prevenzione conseguenti.

La valutazione, inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi, si avvale di metodi riconosciuti per analizzare separatamente la movimentazione manuale dei carichi, i movimenti ripetitivi degli arti superiori e le posture incongrue. 

L’obiettivo è individuare con precisione le criticità di ciascuna postazione e definire interventi realmente coerenti con il lavoro svolto, evitando misure generiche e poco efficaci.

La prevenzione: misure ergonomiche, organizzative e tecnologiche

La prevenzione delle malattie muscolo-scheletriche si costruisce su più livelli, dando priorità agli interventi che agiscono sull’organizzazione del lavoro e sull’ambiente prima ancora che sul singolo lavoratore. 

Tra le misure più efficaci rientrano:

  • la riprogettazione ergonomica delle postazioni di lavoro, per ridurre sforzi e posture scorrette;
  • l’introduzione di ausili meccanici per il sollevamento e la movimentazione dei carichi;
  • la rotazione delle mansioni e una corretta gestione di pause e ritmi di lavoro, per limitare l’esposizione continua;
  • la formazione e l’addestramento del personale su gesti e procedure corrette.

In questo quadro si inseriscono anche le nuove tecnologie indossabili. La recente monografia INAIL analizza il ruolo degli esoscheletri occupazionali, dispositivi pensati per ridurre l’impegno fisico durante la movimentazione dei carichi e nelle posture prolungate. Gli studi disponibili mostrano benefici concreti nel breve periodo, in termini di riduzione del carico biomeccanico e dell’affaticamento; allo stesso tempo, l’INAIL segnala che gli effetti nel medio-lungo periodo non sono ancora del tutto chiari e che l’utilizzo di questi dispositivi va valutato con attenzione, considerando anche possibili controindicazioni.

Il messaggio è chiaro: l’esoscheletro può essere uno strumento utile, ma non sostituisce la valutazione del rischio né le misure ergonomiche e organizzative. Va inserito in una strategia di prevenzione complessiva e monitorato nel tempo.

Sorveglianza sanitaria e ruolo del medico competente

Nelle attività in cui l’esposizione al rischio da sovraccarico biomeccanico è significativa, la sorveglianza sanitaria diventa uno strumento essenziale. Permette infatti di monitorare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori esposti, individuare precocemente eventuali segnali di disturbo e tarare i protocolli sanitari sui rischi effettivamente presenti in azienda.

Il ruolo del medico competente è centrale in tutte queste fasi: dalla collaborazione alla valutazione dei rischi alla definizione dei protocolli, fino al giudizio di idoneità alla mansione. 

Formazione del lavoratore e informazione: il fattore umano nella prevenzione

Anche le migliori misure tecniche perdono gran parte della loro efficacia se i lavoratori non sono adeguatamente informati e formati. Conoscere i rischi legati alla propria mansione, imparare a movimentare correttamente i carichi e utilizzare in modo appropriato attrezzature e ausili sono elementi decisivi per ridurre l’insorgenza dei disturbi muscolo-scheletrici.

In questo percorso il confronto con il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza può contribuire a diffondere in modo più efficace la cultura della prevenzione all’interno dell’azienda.

Malattie muscolo-scheletriche: un rischio da gestire con un approccio integrato

Le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico restano la prima causa di malattia professionale in Italia, con un impatto che coinvolge la salute dei lavoratori, l’organizzazione del lavoro e la continuità delle attività aziendali. La recente monografia INAIL conferma che non esiste una soluzione unica: servono una valutazione del rischio specifica, misure ergonomiche e organizzative adeguate, una formazione costante e un attento monitoraggio sanitario, cui possono affiancarsi soluzioni tecnologiche da inserire in modo consapevole nella strategia di prevenzione.

La valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico e la sorveglianza sanitaria richiedono competenze specifiche. Me.La Servizi supporta le aziende attraverso i servizi di Medicina del Lavoro, protocolli sanitari personalizzati e assistenza negli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08.

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