La gestione dello stress riguarda ambiti sempre più ampi della vita quotidiana, influenzando il benessere delle persone, i ritmi di lavoro e l’equilibrio tra sfera professionale e personale. In un contesto in cui le richieste aumentano e i cambiamenti organizzativi sono sempre più frequenti, comprendere come lo stress si sviluppa e quali effetti può generare diventa una necessità trasversale.
In questo articolo ci concentriamo sullo stress lavoro-correlato, analizzandolo dal punto di vista organizzativo e normativo. Approfondiamo cosa si intende per stress legato al lavoro, quali sono le principali cause e i segnali da osservare, come avviene la valutazione del rischio e quali strategie possono aiutare le aziende a gestirlo in modo efficace.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è lo stress lavoro-correlato secondo la normativa
Lo stress lavoro-correlato è una condizione che può manifestarsi quando le richieste derivanti dall’attività lavorativa risultano eccessive rispetto alle risorse, capacità o possibilità di risposta che il lavoratore percepisce di avere. Questa situazione può generare disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale e si sviluppa in relazione al contesto lavorativo.
Secondo l’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, recepito anche in Italia, lo stress lavoro-correlato si sviluppa dall’interazione tra la persona e l’ambiente di lavoro. Fattori come l’organizzazione delle attività, i carichi di lavoro, i ritmi, la chiarezza dei ruoli, le relazioni e il supporto disponibile giocano un ruolo determinante nel favorire o contenere il rischio.
Questa impostazione è centrale anche nel quadro della salute e sicurezza sul lavoro, perché consente di spostare l’attenzione dalla presunta fragilità del singolo alle condizioni organizzative e gestionali che possono creare uno squilibrio prolungato tra richieste e risorse. È su questi elementi che l’azienda è chiamata a intervenire attraverso la valutazione del rischio e le misure di prevenzione.
Cause dello stress lavoro-correlato negli ambienti di lavoro
In ambito aziendale, le cause più frequenti di questa patologia possono essere ricondotte a quattro aree principali, che spesso interagiscono tra loro:
- Carichi di lavoro e pressione temporale
Quando volumi di lavoro elevati, ritmi intensi o scadenze ravvicinate diventano la normalità, il lavoratore è costretto a operare in una condizione di pressione continua. Se questa situazione non è accompagnata da un’adeguata pianificazione o da margini di autonomia, il carico percepito aumenta e favorisce l’insorgenza di stress. - Ruoli, compiti e responsabilità poco definiti
La mancanza di chiarezza su cosa fare, come farlo e con quali responsabilità genera incertezza operativa. Questa condizione porta a un aumento dello sforzo mentale, a conflitti interni e a una costante sensazione di controllo insufficiente sul proprio lavoro. - Organizzazione del tempo di lavoro
Turnazioni irregolari, orari prolungati, lavoro notturno o difficoltà nel conciliare vita lavorativa e privata incidono direttamente sull’equilibrio psicofisico. Se queste modalità non sono gestite in modo strutturato, possono diventare importanti fattori di rischio.
- Clima relazionale e comunicazione interna
Rapporti conflittuali, scarso supporto da parte dei superiori o comunicazione poco efficace aumentano il senso di isolamento e riducono la percezione di controllo. Un clima organizzativo negativo amplifica gli effetti degli altri fattori di stress.
Sintomi e segnali di stress lavoro-correlato
Lo stress lavoro-correlato produce segnali osservabili sia a livello individuale sia organizzativo, e possono essere raggruppati in due categorie principali:
- Segnali fisici, psicologici e comportamentali nei lavoratori
A livello individuale, lo stress lavoro-correlato può manifestarsi attraverso affaticamento persistente, difficoltà di concentrazione, irritabilità, disturbi del sonno o calo della motivazione. Questi segnali non vanno interpretati come fragilità personali, ma come possibili indicatori di un carico lavorativo o organizzativo non sostenibile. Anche cambiamenti nel comportamento, come maggiore chiusura, ridotta partecipazione o aumento degli errori, rappresentano campanelli d’allarme da non sottovalutare. - Indicatori aziendali
Lo stress lavoro-correlato produce effetti misurabili anche sul piano organizzativo. Tra i segnali più frequenti rientrano l’aumento delle assenze per malattia, il turnover elevato, la riduzione della produttività e una maggiore incidenza di errori o mancati incidenti.
Stress lavoro-correlato e obblighi di legge per le aziende
La normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro impone la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, come previsto dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/08, senza distinzioni legate a settore o dimensione aziendale.
Questa valutazione è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e non può essere gestita come un adempimento separato o secondario. La norma richiede che l’analisi venga condotta in modo strutturato, tenendo conto dell’organizzazione del lavoro, dei processi aziendali e delle condizioni operative reali. Un approccio meramente formale, basato su modelli standardizzati non calati nella realtà aziendale, espone l’impresa a rischi sia sul piano della tutela dei lavoratori sia su quello sanzionatorio.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la responsabilità del datore di lavoro, che resta il principale soggetto obbligato, anche quando la valutazione viene affidata a consulenti esterni. Il coinvolgimento di figure come RSPP, medico competente e RLS non sostituisce la responsabilità datoriale, ma contribuisce a rendere il processo più efficace e coerente con il contesto aziendale.
Come avviene la valutazione del rischio stress lavoro-correlato
In base alle indicazioni metodologiche più diffuse, la valutazione del rischio stress lavoro-correlato prende avvio da una fase di analisi preliminare, orientata all’osservazione di indicatori oggettivi e verificabili. In questa fase vengono analizzati elementi come assenze, infortuni, turnover, segnalazioni interne e modalità di organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di comprendere se esistano condizioni che possano indicare un rischio.
Quando l’analisi preliminare evidenzia criticità o non consente di escludere il rischio, si procede con una valutazione più approfondita. Questa fase permette di esaminare in modo dettagliato i fattori organizzativi, gestionali e relazionali che possono contribuire allo sviluppo dello stress, anche attraverso il coinvolgimento strutturato dei lavoratori. Il confronto con chi opera quotidianamente nei processi aziendali rappresenta un passaggio chiave per individuare le cause reali del rischio e non limitarsi a una lettura superficiale dei dati.
La valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve essere considerata come un processo dinamico, da rivedere e aggiornare in presenza di cambiamenti organizzativi significativi, come riorganizzazioni interne, introduzione di nuove tecnologie o modifiche dei carichi di lavoro.
Perché gestire lo stress lavoro-correlato conviene anche all’azienda
Affrontare in modo strutturato lo stress lavoro-correlato significa rispettare un obbligo normativo e rappresenta una scelta strategica per la stabilità e l’efficienza dell’azienda. Quando il rischio viene ignorato o gestito in modo superficiale, le conseguenze tendono a emergere nel medio periodo sotto forma di criticità organizzative difficili da controllare. Al contrario, un approccio preventivo consente di intervenire prima che lo stress si traduca in costi diretti e indiretti.
Dal punto di vista operativo, una corretta gestione contribuisce a ridurre l’assenteismo e il turnover, due indicatori spesso collegati a condizioni di lavoro percepite come eccessivamente pressanti o poco sostenibili. Ambienti organizzativi più equilibrati favoriscono la continuità operativa, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti e il rischio di perdita di competenze chiave. Questo aspetto ha un impatto diretto sulla produttività e sulla qualità del lavoro svolto.
Un altro beneficio rilevante riguarda la riduzione degli errori e degli incidenti, inclusi i cosiddetti “near miss”. Livelli elevati di stress compromettono attenzione, concentrazione e capacità decisionale, aumentando la probabilità di comportamenti non sicuri e di infortuni.
Infine, la gestione dello stress lavoro-correlato incide positivamente sul clima interno e sulla reputazione dell’azienda. Dimostrare attenzione al benessere organizzativo rafforza il rapporto di fiducia con i lavoratori e contribuisce a costruire un’immagine aziendale più solida e responsabile.
In sintesi: cosa dovrebbe ricordare (e fare) ogni azienda
Gestire correttamente lo stress lavoro-correlato richiede un approccio strutturato e progressivo. È fondamentale tradurre l’obbligo normativo in azioni concrete e coerenti con l’organizzazione aziendale. Di seguito gli step operativi essenziali che ogni azienda dovrebbe seguire.
- Inquadrare lo stress lavoro-correlato come rischio organizzativo
Il primo passo è superare l’idea che lo stress sia un problema individuale. Lo stress lavoro-correlato nasce dall’organizzazione del lavoro e va trattato come un rischio professionale, al pari degli altri rischi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza. - Integrare la valutazione nel DVR
La valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve essere parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi. Non è un allegato opzionale né un adempimento separato: deve riflettere fedelmente il contesto aziendale e i processi reali. - Analizzare indicatori oggettivi e contesto operativo
Prima di intervenire, è necessario osservare dati aziendali, modalità di lavoro, carichi operativi, turnazioni e dinamiche organizzative. Solo una lettura complessiva consente di individuare eventuali segnali di rischio concreti. - Approfondire quando emergono criticità
Se l’analisi preliminare non consente di escludere il rischio, è fondamentale procedere con una valutazione più approfondita, coinvolgendo le figure aziendali competenti e, quando necessario, i lavoratori. - Intervenire sulle cause, non solo sugli effetti
La prevenzione efficace si basa su interventi organizzativi mirati: migliorare processi, chiarire ruoli, riequilibrare carichi di lavoro. Agire solo sui sintomi non riduce il rischio nel tempo. - Aggiornare la valutazione nel tempo
Ogni cambiamento rilevante nell’organizzazione del lavoro richiede una revisione della valutazione. Lo stress lavoro-correlato va monitorato in modo continuo, non gestito una sola volta.
Seguire questi step consente all’azienda di rispettare la normativa, ridurre i rischi e costruire un’organizzazione più solida, sostenibile ed efficiente.
FAQ – Stress lavoro-correlato
Cos’è lo stress lavoro-correlato?
È una condizione che si sviluppa quando le richieste lavorative superano le risorse e le capacità di risposta percepite dal lavoratore, in relazione all’organizzazione del lavoro.
Lo stress lavoro-correlato è riconosciuto dalla legge?
Sì. È definito dall’Accordo Europeo del 2004 ed è esplicitamente incluso tra i rischi da valutare dal D.Lgs. 81/08.
Quali aziende sono obbligate a valutare lo stress lavoro-correlato?
Tutte le aziende, indipendentemente da settore, dimensione o numero di dipendenti.
La valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere inserita nel DVR?
Sì. Deve far parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi e non può essere trattata come un adempimento separato.
Chi è responsabile della valutazione del rischio stress lavoro-correlato?
Il datore di lavoro è sempre il principale responsabile, anche se si avvale di consulenti esterni o del supporto di RSPP, medico competente e RLS.
Quali sono le principali cause di stress lavoro-correlato in azienda?
Carichi di lavoro eccessivi, ruoli poco chiari, organizzazione del tempo non sostenibile e un clima relazionale negativo.
Come si svolge la valutazione del rischio stress lavoro-correlato?
Si parte da un’analisi preliminare basata su indicatori oggettivi; se emergono criticità, si procede con una valutazione approfondita dei fattori organizzativi.
I lavoratori devono essere coinvolti nella valutazione?
Sì. Il coinvolgimento strutturato dei lavoratori è fondamentale per comprendere le reali condizioni operative e individuare le cause del rischio.
La valutazione dello stress va aggiornata nel tempo?
Sì. Deve essere rivista in presenza di cambiamenti organizzativi significativi, come riorganizzazioni, nuove tecnologie o variazioni dei carichi di lavoro.
Perché conviene gestire lo stress lavoro-correlato anche dal punto di vista aziendale?
Perché riduce assenteismo, turnover, errori e incidenti, migliorando produttività, clima interno e stabilità organizzativa.
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